Innesto a gemma vegetante

La tecnica dell’innesto di gemme di vite, in sostituzione del comune sistema a spacco, si è proposta recentemente (2014) nello scenario della viticoltura collinare parmense. Ampiamente utilizzato da anni nei territori italiani a più alta vocazione vitivinicola, in particolare nei vigneti DOP di Piemonte e Lombardia, l’innesto a gemma vegetante ha raggiunto elevati standard di efficienza e di sicurezza nei risultati.

Questa tecnica prevede l’innesto di una gemma sul ceppo di una vite madre, adeguatamente pulito e preparato prima dell’innesto stesso. La pulizia e la preparazione consistono fondamentalmente nella parziale rimozione dal ceppo della corteccia vecchia, senza intaccare la parte vitale, per una lunghezza di almeno quindici centimetri e da 10 a 30 centimetri da terra, a seconda delle caratteristiche del ceppo, scegliendo una zona poco nodosa. Successivamente, quando la gemma inizia a gonfiarsi (circa sei-dieci giorni dall’innesto) la vite madre viene potata lasciando una sola foglia in funzione di «tira linfa». Le gemme, in condizioni normali, si sviluppano dal decimo sino al sessantesimo giorno dalla data di innesto.

Lo sviluppo dell’innesto deve essere favorito e assecondato con cure adeguate e periodiche: l’obiettivo è assicurare il mantenimento funzionale del «tira linfa» ad una sola foglia, eliminando tutte le situazioni di concorrezza (sviluppo di polloni sul ceppo) e mantenere le condizioni ideali perché l’innesto possa svilupparsi rapidamente ed altrettanto velocemente giunga a maturazione.

La prova nel parmense

L’innesto con gemma vegetante consente di rinnovare il vigneto con varietà di vitigni diversi da quelli in produzione nei filari, con elevato margine di sicurezza ed utilizzando materiale presente nel vigneto stesso. L’esperienza parmense è iniziata lo scorso anno a Casatico nel vigneto dell’Azienda agricola Lamoretti, con innesti di gemme ottenute da sarmenti di vite a bacca nera su ceppi di vitigni pinot bianco, ed è proseguita nel giugno 2015 con innesti su ceppi di vitigni chardonnay.

I risultati ottenuti nel vigneto Lamoretti a Casatico sono stati eccellenti, nonostante le diversità climatiche delle due annate (2914-2015). Le foto che pubblichiamo qui sopra mostrano lo sviluppo, a circa 80 giorni, di innesti effettuati ad inizio giugno (2015). L’attecchimento degli innesti 2015 sul ceppo chardonnay è stato del 97%, quello del 2014 sul ceppo pinot bianco dell’87%; gli innesti 2014 falliti (13%) sono stati ripetuti con successo sempre ad inizio giugno 2015. Il ceppo di vitigno pinot, secondo i tecnici, è l’unico a presentare qualche criticità nei confronti dell’innesto a gemma vegetante. Per tutti gli altri vitigni usati come ceppo padre la percentuale di attecchimento e sviluppo dell’innesto a gemma vegetante è garantito uguale o superiore al 95%.

Modalità di raccolta del materiale (legno) nel vigneto

La raccolta del legno deve essere eseguita subito dopo la potatura delle viti, sane, giustamente vigorose ed esenti da virosi e flavescenza dorata. Considerando che debbono essere disponibili almeno tre gemme per ogni innesto, la quantità di sarmenti di vite raccolti deve essere proporzionata (tre volte superiore) al numero complessivo degli innesti programmati. Le fascine dei sarmenti devono essere conservate al fresco subito dopo la raccolta e, entro una decina di giorni, consegnate all’azienda specializzata che le conserverà in frigorifero sino al momento della preparazione delle gemme singole e del loro utilizzo nel vigneto. I criteri da seguire per la raccolta e la conservazione dei sarmenti sono evidenziati nello schema ad immagini qui sotto.

Immagini tratte dai manuali tecnici della Bio-Service S.a.s. di Monforte d’Adda (per gentile concessione)



Preparazione delle viti destinate all’innesto

Devono essere preparate pronte al più tardi entro la fine di maggio. Entro questo periodo deve essere completata la pulizia del ceppo e l’eliminazione dell’erba lungo l’interfila

Operazioni di innesto delle gemme

L’operazione di innesto delle gemme sui ceppi già predisposti per questa operazione è eseguita da personale specializzato.

Il lavoro di innesto è estremamente veloce: una squadra di tre o quattro innestatori è in grado di innestare in poche ore un migliaio di gemme lungo filare, utilizzando gemme vegetanti preparate in precedenza dai sarmenti (legno) forniti e confezionati in modo idoneo dall’azienda viticola proprietaria del vigneto. Le immagini pubblicate nella colonna a lato pagina illustrano, senza alcun bisogno di commento, la successione delle operazioni eseguite.

Cure del germoglio dopo l’innesto

Le gemme innestate si sviluppano dal decimo al sessantesimo giorno dalla data di innesto. Le cure riguardano essenzialmente: la potatura del «tira-linfa» (ceppo originario); la rimozione periodica dei polloni; il controllo della fasciatura dell’innesto (fuoriuscita anomala di linfa); la legatura dei germogli allungatisi oltre i 15-20 centimetri, per renderli solidali al ceppo (successivamente fissandoli ai sostegni); l’eliminazione delle femminelle; il trattamento dei germogli per la lotta fitoiatrica (peronospora, oidio).
(cortesia Azienda agricola Lamoretti – Casatico di Langhirano)