Settembre dai molti eventi

Un mese di settembre ad alta concentrazione di impegni per il Consorzio e le Aziende associate.
Vediamo le principali date:
5 - 20 settembre 2015
«Festival del Prosciutto»
6 settembre 2015.
«Tramonto DiVino»
Tappa di transito lungo La Via Emilia (a Langhirano nell'ambito del Festival del Prosciutto) della manifestazione promossa da Regione Emilia Romagna, Apt, Enoteca Regionale e Associazione Chef to Chef, nell'ambito dell'evento «In viaggio verso Expo 2015».
12 - 20 settembre 2015  
«Salone del Camper»
22 - 25 settembre 2015  
«Andiamo a cena»

Durante il mese di settembre avranno inoltre luogo in alcune località della collina parmense varie «Festa della Malvasia», in parte promosse e gestite da aziende associate al Consorzio.
Una intensa stagione di eventi nella cornice dell'evento sicuramente più significativo del 2015: la prossima vendemmia.


Il logo «illuminista»
Vini Colli di Parma


Quando, nel lontano '82, scelsi e proposi il logo con il volto del Sileno del Boudard al Consorzio di tutela dei Vini dei Colli di Parma, commisi un grossolano errore: mi limitai infatti a presentare il bozzetto, trascurando il dettaglio sul motivo della scelta. Il bozzetto fu approvato e divenne il simbolo dei vini Colli di Parma, ma ora, a distanza di tanto tempo, mi sono reso conto della gravità dell'errore di cui sopra. Perché per oltre trent'anni è stato ignorato il fatto che solo il Consorzio di Parma, tra gli innumerevoli colleghi della penisola, poteva fregiarsi di un simbolo storicamente e concettualmente tanto prestigioso e consono. Riassumo: il '700 parmigiano è stato in gran parte miracolato dall'illuminismo francese, talmente energico e vivace da arricchire l'antica città medioevale, già urbanisticamente riconfigurata a città barocca dall'ambizione e dalla logica politica dei Farnese; arricchita da quel tessuto urbano che fece della piccola capitale del ducato una petit capital, la Piccola Atene d'Italia, ricca di opere monumentali e di boulevard, non di semplici viali alberati; talmente collegata alla cultura francese da potersi permettere come sponsor uno Stendhal e persino la moglie di Napoleone Bonaparte. Ecco. Quando nel lontano '82 scartai gli stereotipi per me già allora logori e abusati (Verdi, Maria Luigia, Toscanini, ecc.) ed i simboli monumentali dell'epoca medioevale (duomo, battistero, ecc.), per significare il vissuto storico della città e la sua indubitabile vivacità culturale, non ebbi alcun dubbio: scelsi i lumi dell'illuminismo, quelli proiettati sul ducato da Luisa Elisabetta, figlia primogenita di Luigi XV re di Francia, dai suoi prediletti Du Tillot, Condillac, Petitot, Boudard, Millot, ecc.. E poiché il riferimento nobile del vino nel mondo è storicamente sempre stato il Vin de France, sul volto illuministico e bonariamente mascalzone del Sileno boudardiano, personaggio mitologico celebrato da Virgilio in poi fino al nostro Carlo Innocenzo Frugoni, seduttore abitudinario anche in età anziana, nonché filosofo arguto del buon vivere suggeritogli dal nettare del dio Bacco, suo figlioccio, non ebbi dubbi; incalzato anche dalla definizione che dell'illuminismo diede quel grande filosofo conosciuto da pochi, ma di cui quasi tutti hanno sentito parlare, Immanuel Kant: «Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d'intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo.»
Solo in anni successivi appresi dei Caumont Cami e dei Brian, francesi di Felino con i loro vini ottocenteschi di Felino anch'essi, vini superbi e premiati dalla fama internazionale. Mi fecero capire che, a parte l'errore di cui sopra, in fondo la mia scelta del logo illuminista per simboleggiare i vini dei Colli di Parma non era poi stata né pellegrina né presuntuosa. Purché ovviamente la si conosca e, soprattutto, si sappia farla conoscere. (g.m.)

Premiate le eccellenze dei vini
Colli di Parma

Premiati gli otto vini «eccellenti» del parmense, di cui sei prodotti da cantine associate al Consorzio di Tutela dei vini Colli di Parma, che hanno ottenuto il punteggio massimo nella guida «Emilia Romagna da Bere e da Mangiare» 2015/2016, fresca di stampa.
A premiarle, lo scorso 24 luglio al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico, il Presidente Ais nazionale Antonello Maietta, il Presidente Ais Emilia Annalisa Barison e Maurizio Magni direttore della Guida.
Queste le cantine del Consorzio al top con i relativi vini:
Ariola S.r.l.
Marcello Oro Lambrusco dell'Emilia Igp 2014
Azienda Agricola Lamoretti
Colli di Parma Doc Sauvignon 2013
Azienda Agricola Palazzo
Sialodato Emilia Igt Rosso 2011

Malpassito del Castellaro Emilia Igt Malvasia 2013
Azienda Agricola Vitivinicola Amadei
Colli di Parma Doc Sauvignon Frizzante 2014

Cantina Il Poggio
Liberty Spumante Brut 2014
Il responso dei sommelier, che hanno degustato alla cieca i vini, ha evidenziato una crescita del territorio parmense, passato dalle 7 «eccellenze» del 2014 alle 8 di quest'anno.
Tutti i vini del parmense presenti nella guida potranno essere degustati nella tappa di Tramonto DiVino in programma il 6 settembre a Parma (Langhirano, nell'ambito del XVIII Festival del Prosciutto).

L'Emilia Romagna
da Bere e da Mangiare

Complessivamente sono 119 le «eccellenze», i vini giudicati al top dai sommelier Ais Emilia e Romagna, sui 1000 vini degustati. Per la seconda volta in undici edizioni della pubblicazione, le cantine dell'Emilia hanno superato quelle della Romagna nel punteggio massimo (67 contro 52). Riguardo le 119 «eccellenze» (97 lo scorso anno), così sono suddivise per territorio:
15 nel Piacentino, 8 nel Parmense, 8 nel Reggiano, 15 nel Modenese, 3 nel Ferrarese, 18 nel Bolognese, 5 nell'Imolese, 12 nel Faentino, 2 nel Ravennate, 20 nel Forlivese, 9 nel Cesenate, 4 nel Riminese.
Degustati dai sommelier alla cieca, senza sapere cantina ed etichetta, le «eccellenze» hanno raggiunto la votazione di almeno 86 centesimi, tetto stabilito dalle due Ais territoriali per entrare nell'elite dei grandi vini emiliani e romagnoli.

Tramonto DiVino
Viaggio lungo la Via Emilia

La Guida viaggerà lungo la Via Emilia nel tour «In viaggio verso Expo». Queste le tappe di Tramonto DiVino: Rimini il 18 agosto, Forlì il 25 agosto, Imola (BO) il 27 agosto, Reggio Emilia il 28 agosto, Bologna l' 1 settembre, Modena il 5 settembre, Parma il 6 settembre, Piacenza il 18 settembre.
Nella foto, da sinistra: Emilia Annalisa Barison, presidente AIS.
Anna Maria Compiani, Consigliere Regionale AIS Emilia e Vice Presidente AIS Emilia. Maurizio Dodi, presidente Consorzio di Tutela Vini Colli di Parma e contitolare dell'Azienda Agricola Palazzo.
L'ultimo a destra è Claudio Piazza, Delegato AIS a Parma

(per cortesia dell'Ufficio Stampa di Agenzia Prima Pagina, Cesena)

Fare bene
e farlo sapere (...bene)


La regola è antica quanto il mercanteggiare, dal baratto all'e-commerce, eppure sempre attuale e con le applicazioni più disparate in ogni angolo di mondo. I vini dei Colli di Parma non solo debbono essere impeccabili, ma è fondamentale che lo si sappia in giro, cioè ovunque risulta vincente la loro conoscenza e la loro reputazione. Il concetto è sintetizzato in una parola preziosa, «immagine», nella quale deve peraltro integrarsi, parlando di vini dei Colli di Parma, un'altro concetto importante, anch'esso sintetizzato in un termine affascinante, il «vissuto», cioè la storia, la tradizione, la cultura, il lavoro per questi vini, il loro territorio, il ruolo dei loro protagonisti.

Alla regola del «comunicare l'eccellenza» si ispirano la revisione e la ristrutturazione in corso del sito «www.viniparma.it», cioè la pubblica vetrina del Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli di Parma. I lavori sono iniziati, ci vorrà tempo e scrupolosa creatività per portarli avanti, pur sapendo che non finiranno mai. Però si è cominciato ed ovviamente lo si deve far sapere. Per questo iniziamo qui a parlarne.

Revisione e ristrutturazione del sito
Consorzio Vini Colli di Parma

In questa edizione della Newsletter segnaliamo le modifiche in corso all'area «AZIENDE». La pagina iniziale di quest'area è apribile dalla Home Page del sito. La colonna a sinistra della pagina iniziale è contraddistinta come provvisoria, in quanto sarà presto modificata. Nella colonna a destra sono invece elencate le aziende associate, distinte tra vitivinicole e viticole. Le prime utilizzano tasti personalizzati, dai quali si attivano le singole pagine dedicate ad ognuna di esse. L'esempio che segue è riferito alla pagina riservata alla azienda vitivinicola Monte delle Vigne. La pagina Monte delle Vigne è suddivisa in due zone verticali: a sinistra i dati aziendali con il profilo strutturale e produttivo. Sotto l'intestazione sono pubblicate le immagini dei responsabili aziendali.

La piccola icona alla loro destra indica che Monte delle Vigne produce ed etichetta vini DOP Colli di Parma sia rossi che bianchi. Nella parte destra della pagina sono invece presenti le indicazioni necessarie per collegamenti ipertestuali specifici.

La principale novità introdotta è dedicata alle cantine associate, con un menu nel quale sono elencati tutti i vini della cantina, di qualsiasi tipo e per qualsiasi denominazione. Ad ogni nome di vino corrisponde il collegamento con la sua scheda, contenente l'immagine scontornata della bottiglia ed i dati forniti dall'azienda, sulla base di un criterio omogeneo per tutte le aziende vitivinicole associate al Consorzio. I vini D.O.C. sono rappresentati su sfondo nero, quelli diversi dal D.O.C. su sfondo grigio. Le schede dei vini sono publicate in formato PDF. Possono pertanto essere scaricate ed archiviate dagli utenti del sito.

Quella gemma di Vitis vinifera

L'innesto a gemma vegetante per il rinnovo dei vitigni

La tecnica dell'innesto della vite con gemme vegetanti, in sostituzione del sistema a spacco, si è proposta recentemente (2014) nello scenario della viticoltura collinare parmense. Questa tecnica, ampiamente utilizzata nei territori italiani a più alta vocazione vitivinicola, in particolare nei vigneti DOP di Piemonte e Lombardia, ha raggiunto elevati standard di efficienza e di sicurezza nei risultati.
Una dettagliata relazione sulla sperimentazione eseguita nel parmense sarà quanto prima pubblicata nel sito del Consorzio, con ampio corredo di immagini e di filmati. Anticipiamo qui i criteri e le modalità di applicazione di questa tecnica di innesto sperimentata nel vigneto dell'Azienda Agricola Lamoretti a Casatico, tecnica peraltro storicamente già presente nella pratica viticola collinare parmense fin dai primi decenni del secolo scorso.

Modalità di raccolta nel vigneto del materiale (raccolta del legno)

La raccolta del legno deve essere eseguita subito dopo la potatura delle viti che debbono essere sane, giustamente vigorose ed esenti da virosi e flavescenza dorata. Considerando che occorrono almeno tre gemme per ogni innesto, la quantità di sarmenti di vite raccolti deve essere proporzionata (tre volte superiore) al numero complessivo degli innesti programmati. Le fascine dei sarmenti devono essere conservate al fresco subito dopo la raccolta e, entro una decina di giorni, consegnate all'azienda specializzata che le conserverà in frigorifero sino al momento dell'utilizzo, preceduto da prove di germinabilità. I criteri da seguire per la raccolta e la conservazione del legno (sarmenti) sono evidenziati nelle immagini qui a lato.

Preparazione dei ceppi di vite destinati all'innesto

Devono essere preparati e pronti al più tardi entro la fine di maggio. Entro questo periodo deve essere completata la pulizia del ceppo e l'eliminazione dell'erba lungo l'interefila.

Operazioni di innesto delle gemme

Le immagini qui pubblicate illustrano, senza alcun bisogno di commento, la successione delle operazioni eseguite sul campo.

          

Cure del germoglio dopo l'innesto

Le gemme si sviluppano dal decimo al sessantesimo giorno dalla data di innesto. Le cure riguardano essenzialmente: la potatura ad una sola foglia del «tira-linfa» (ceppo originario); la rimozione periodica e sistematica dei polloni; il controllo della fasciatura dell'innesto (fuoriuscita anomala di linfa); la legatura dei germogli allungatisi oltre i 15-20 centimetri, per renderli solidali al ceppo (successivamente fissandoli ai sostegni); l'eliminazione delle femminelle; il trattamento dei germogli per la lotta fitoiatrica (peronospora, oidio).


Si ringraziano vivamente per la disponibilità e la collaborazione:
Bio-Service S.a.s. di Monforte d'Alba (CN)
Azienda Agricola Lamoretti di Casatico (PR).
La Newsletter del Consorzio di Tutela dei Vini "COLLI di PARMA" è inviata ai sottoscrittori della richiesta di invio nella apposita pagina del sito.



Per informazioni contattare la Segreteria del Consorzio. E-mail info@viniparma.it - tel.(0039)0521 207066