Azienda vitivinicola Vicari Giuseppe
Borgo del Castello, 9 - Torrechiara di Langhirano (Parma)

Tra storia e barbera

Vigna e vino con cantina, borgo e Castello

La storia dei Vicari e della Cantina del Borgo prende l'avvio nel lontano 1930, quando Emilio Vicari, agricoltore e mugnaio nel comune di Torrechiara, acquista un fondo agricolo nelle immediate vicinanze a sud del Castello quattrocentesco e del piccolo borgo ad esso adiacente.


Passano alcuni anni durante i quali i figli di Emilio crescono e mettono su famiglia. Così nel 1940 Quinto Vicari, con la giovane moglie Giuseppina, viene incaricato dal padre Emilio di prendersi cura del fondo. Quinto e Giuseppina si trasferiscono nella piccola casa del Borgo antico, lavorano sul loro terreno dove crescono anche le viti, con la conseguente necessità di allestire e curare anche una piccola cantina. Poi giunge la guerra, Quinto ne subisce una ingiuria che lo renderà invalido per tutto il resto della sua breve vita (muore nel 1951). Giuseppina, «Pepa» per gli abitanti del Borgo, cresce da sola i quattro figli, l'ultimo dei quali, Giuseppe, è nato proprio lì, nella casa del Borgo. E all'impegno di crescere i figli, dando prova di una incrollabile energia caratteriale e fisica, Giuseppina si fa carico anche del fondo, del vigneto, della cantina, che da sola lavora e gestisce. Una tenacia che non cede né al tempo né agli anni. «Pepa» assurge così al ruolo di assoluta protagonista, ruolo che tutti gli abitanti del Borgo le riconoscono, con ovvia, implicita e incondizionata ammirazione.
Arriviamo al 1964, quando la parte del fondo acquisita per suddivisione testamentaria con il fratello e le due sorelle da Giuseppe, viene da lui interamente impiantata a vigneto e l'azienda da agricola diviene «vitivinicola». Giuseppe Vicari ne è l'unico intestatario. Il vigneto, il vino e la Cantina del Borgo sono l'impegno costante della sua vita.

Territorio con gioiello

Nell'antico dialetto parmigiano, il verbo «torcär» significava ed ancora significa «torchiare, spremere nel torchio». La transizione dal verbo «torcär» al toponimo generico «torcära» sta dunque ad indicare, sempre secondo l'antico dialetto parmigiano, il «luogo dove si torchia». «Torchiara» era infatti il nome originario del piccolo borgo posto a soli 18 chilometri a sud di Parma, lungo la sponda sinistra dell'omonimo torrente. E poiché da circa sei secoli a «Torchiara» si erge maestoso e fascinoso un emblematico castello dalle torri poderose e gentili, mirabile congiunzione architettonica tra medioevo e rinascimento, ecco che il nome del toponimo si adatta e si completa: «Torrechiara», per l'appunto.
Quando, dal 1448 al 1460 il nobile Pier Maria Rossi fece costruire il castello sulla sommità della collina, in posizione dominante sulla vallata del torrente Parma, non poteva certo immaginare che a distanza di secoli la sua prediletta dimora, condivisa "per amore e per amore soltanto" con Bianca Pellegrini d'Arluno, dama di corte dei Visconti di Milano, sarebbe divenuta emblema autorevole, oltre che storico, della vitivinicoltura collinare del parmense.
Ora infatti, ancor più che nel passato, il Castello di Torrechiara è circondato dai vigneti sui quali vigila e che al tempo stesso impreziosisce, come un gioiello incastonato nella verde armonia del suo territorio.
L'antica leggenda secondo la quale, nelle notti nebbiose di luna piena, il fantasma di Bianca esce dal maniero in cerca del suo amato Pier Maria, la indica ora aggirarsi tra i filari dei vigneti abbondanti di viti e grappoli. Magia sublime del tempo.

La piccola vigna dal grande cuore...

Malvasia di Candia aromatica, barbera e bonarda, le uve classiche dell'antica tradizione locale

Il vitigno autoctono esclusivo del vigneto Vicari

Un ettaro e mezzo circa di vigneto distribuito sulla sommità del lato sud della collina dalla quale, da sei secoli, il Castello di Torrechiara domina l'ampia vallata del torrente Parma e le confinanti terre di Casatico. In questo scenario e su questo terreno i vitigni di Malvasia di Candia aromatica, di Barbera e di Bonarda hanno ricambiato con generosità la fedeltà e l'applicazione dei Vicari, loro custodi e allevatori. Racconta Giuseppe Vicari: «Circa trent'anni fa, mentre distribuivo nel filare le cassette per la vendemmia, ho notato una vite di barbera con grappoli bellissimi e poiché avevo fretta mi sono limitato a segnarla.
L'anno successivo, rieccola, ancora più bella e vigorosa, con grappoli straordinari... Mi sono proposto di riprodurla facendo degli innesti, finché dopo qualche anno, nel 2008, sono riuscito a fare abbastanza vino da riempirne una barrique. Ne è risultato un barbera di grande qualità ed eleganza, ma nessuno tra gli esperti interpellati ha saputo indicarmi la varietà di questo vitigno certamente autoctono. Così ho pensato di dedicarlo a mia madre Giuseppina che tutti, nel dialetto locale, chiamavano "Pepa".
L'etichetta di questo grande barbera è dunque "Ros d'la Pepa", cioè il Rosso di Giuseppina detta "Pepa".
È stata ed è una soddisfazione immensa per me, per mia moglie Mariuccia, per tutta la mia famiglia che non dimenticherà mai la tenacia, l'impegno e la dedizione che mia madre ha dedicato al nostro vigneto ed alla nostra piccola cantina nel quattrocentesco Borgo di Torrechiara.»

La cura del vigneto

La qualità del vino si forma nel vigneto. Questa fondamentale regola della vitivinicoltura è sempre stata scrupolosamente rispettata in famiglia: Giuseppina (La Pepa), madre di Giuseppe Vicari, anche in età avanzata si faceva portare nel vigneto il pasto di mezzogiorno, perché era tra le viti che lei trascorreva l'intera giornata, osservando, controllando, intervenendo, curando, ammirando!
L'amore per la vigna (amore, non un generico affetto...) è ovviamente geneticamente codificato anche nel DNA di Giuseppe e Mariuccia, che all'epoca della vendemmia invitano alla "festa", come gioco educativo, anche i bambini di Torrechiara, una pratica inconsueta per i vitivinicoltori, ma che qui a Torrechiara è usanza abituale per la Cantina del Borgo.
La cura del vigneto si avvale della loro professionalità perfezionata da una ultradecennale esperienza.
Il vigneto è trattato nel più rigoroso rispetto del protocollo di lotta integrata, assecondando ritmi e regole della natura. L'allevamento dei vitigni è quello storico della collina langhiranese, il guyot.
Nel 1940 la cantina di Vicari Quinto e della moglie Giuseppina venne allestita nello scantinato della loro abitazione, a metà percorso dello stradello che attraversa il Borgo adiacente al quattrocentesco Castello di Torrechiara, di fronte alla attuale Cantina del Borgo, nella casa che Giuseppe Vicari ristrutturò, destinandola anche ad abitazione, negli anni '70. Nella piccola cantina artigianale la vinificazione delle sole uve raccolte nel vigneto di proprietà è effettuata nel rigoroso rispetto della tradizione vitivinicola locale e del disciplinare di produzione dei vini DOP Colli di Parma.
La vinificazione della Cantina del Borgo è tipicamente "di nicchia", con una produzione annuale complessiva media di quattromila bottiglie circa, un "tesoretto bianco e rosso" per il quale Giuseppe e Mariuccia non nascondono il loro orgoglio.
La fermentazione naturale e l'affinamento dei vini avviene in bottiglia. Per il loro invecchiamento Giuseppe Vicari ha ricavato una apposita cantina interrata nell'antichissima cisterna un tempo destinata alla raccolta delle acque piovane per gli abitanti del borgo.
La cisterna, ampia e profonda, è stata ristrutturata con il controllo e l'assistenza degli archeologi della Sovrintendenza ai beni culturali di Parma, ai quali non sono mancate le sorprese.

Durante i lavori alla cisterna sono stati infatti trovati reperti risalenti all'età del bronzo, in prevalenza cocci in terracotta di probabili vasi vinari. Elemento questo che, se confermato, comproverebbe l'antichissima pratica della vitivinicoltura nel territorio collinare parmense in generale ed in quello dell'odierna Torrechiara (ambiente collinare della Val Parma) in particolare.

Profumi, sapori, ricordi


I turisti che numerosi e di varie nazionalità ed etnie visitano il Castello di Torrechiara e sono poi attratti dal piccolo borgo adagiato al suo fianco di nord-ovest, subiscono piacevolmente il fascino di questa piccola cantina, aperta ed ospitale. Accade così che parole di lingue diverse si fondino in un solo pittoresco idioma di gestualità e sorrisi. E che l'assaggio, ospitale e spontaneo, sia il momento "sincero" in cui il rapporto spesso si perfeziona, a volte diventando persino amicizia. E con essa il cestello ricordo, con l'essenza della piccola vigna dal grande cuore, che si avvia e li accompagna per i ritorni nelle case del mondo.
Con questo speciale passaporto il vino della Cantina del Borgo percorre itinerari più o meno locali, ma anche rotte nazionali, internazionali, intercontinentali.
I messaggi e-mail gonfiano il recapito informatico della Cantina del Borgo, spesso con attestati di riconoscenza, o di ammirazione, o con propositi di ipotetici "arrivederci". C'è anche chi allega fotografie o indirizzi informatici dove far rivedere i momenti filmati nell'incanto del Castello e del suo antico borgo, della piccola genuina cantina, della storia e delle tradizioni che essa attesta e racconta.

Dice Mariuccia Vicari: "Giuseppe è cercato da tutti, tutti lo ricordano con simpatia e stima, perché lui è sempre disponibile a parlare, spiegare e, soprattutto con chi parla una lingua diversa dalla sua, a sorridere...".
C'é da crederle. Ecco un'ultima e-mail inviatagli ai primi di ottobre da Stella, una giovane di Taiwan che un giorno dell'estate scorsa ha visitato il Castello, il vigneto, la cantina: «Buongiorno caro signore, Come sta? sono Stella una ragazza che studia a Parma nel conservatorio come soprano, non so se le ricorda ancora di me, io e mia amica siamo state Sua cantina un giorno, e quel giorno siamo rimasti molto felici parlando con Lei, anche sono buonissimi i vini!! spero di visitare di nuovo Lei e anche visitare al suo bellissimo vigneto, volevo chiederLa se è possibile raccogliere le uve con Lei, ma dopo un mio esame pesante penso che sia già passato la stagione di raccoglierli? la vita di città un po noiosa è anche stressata, quando mi ricordo il Suo sorriso amabile! spero di potere fuggire un po della vita citta e visitare la natura e parlando con Lei, cordiali saluti. Stella»

Vino fermo o vivace,
simpatia sempre frizzante

Nella Cantina del Borgo non solo il vino è vivace e frizzante, come la Malvasia, non solo amabile e dolce, come la Bonarda. Anche l'aria che vi si respira abbonda di "bollicine" ed il fruttosio dolce dell'uva pervade i rapporti con i visitatori. Così il lievito del fermento si propaga ed agisce anche sulle persone, sulle iniziative, sulle improvvisazioni, producendo e buonumore e simpatia.
La storia familiare de la "Pepa", madre e madrina, narrata insieme al profumo ed alla generosità del vino a lei dedicato, ha raggiunto latitudini e longitudini inconsuete per gli altri abitanti del Borgo. Come pure le metropoli dove gli abitanti, di notte e se riescono a dormire tranquilli, sognano la purezza dell'aria e le genuità dei cibi e delle bevande.
«Carissimi, ecco le foto, come promesso. Grazie davvero per la vostra cortesia e simpatia e grazie per aver fatto divertire il nostro Ale, ha un bellissimo ricordo. Cercherò di portare la "pepa" in giro per Milano per farla conoscere ancora di più e, perchè no, chissà che se la mia attività prenderà piede, diventerà uno dei miei vini imprescindibili: è come la carezza di un bimbo, di una mamma, di un papà; chiudi gli occhi e senti il suo calore, la passione, la vita che esprime. Un caro saluto. Massimiliano, Katia & Alessandro»

Accade anche che la spontaneità del prossimo utilizzi la rete telefonica per raggiungere Giuseppe e Mariuccia Vicari in momenti del tutto speciali. Il messaggio SMS è conservato nel cellulare con la cura ed il riguardo dedicati ad una reliquia, ad una testimonianza di fede.
È la sera della vigilia di Natale del 2013 quando, durante il cenone, in casa Vicari uno squillo segnala il sopraggiungere di un SMS. Come si trattasse di un normale messaggio di auguri, Mariuccia posa il vassoio di portata, prende il suo cellulare e visualizza l'SMS sul piccolo display. Invece no, non è un messaggio qualunque: « Gentile signora, sono stata da lei un mese fa con un'amica, due ragazze del veneto, non so se ricorda. Ho appena aperto il suo barbera Nunc et Semper. Sublime! Fantastico! Buon Natale.»

Mentre Mariuccia racconta questo episodio, lo stupore ed il compiacimento riemergono integri dalla memoria, come i "sentori fruttati, floreali e speziati di prugna, marasca, viola e peonia, vaniglia, cannella e pepe nero" che il Nunc et Semper libera dalle trasparenze del calice nel quale è stato versato. Sono proprio queste le parole che compaiono nella scheda tecnica del Nunc et Semper, il Colli di Parma barbera DOC fermo ottenuto dai vitigni che da oltre quarant'anni prosperano in un angolo quieto e soleggiato del vigneto aziendale della Cantina del Borgo.

I vini della Cantina del Borgo

Malvasia dell'Emilia Barbera DOC vivace Bonarda DOC Malvasia DOC Barbera DOC fermo Ros d'la Pepa
Per visualizzare la scheda tecnica di ognuno dei vini prodotti da Cantina del Borgo cliccare sull'immagine della bottiglia corrispondente

Mariuccia e Giuseppe?
li trovate al Castello, nel Borgo e in Cantina



Il numero di telefono della Cantina del Borgo, quello dei cellulari di Giuseppe e Mariuccia sono già scritti in una moltitudine di rubriche sparse ovunque, come pure nella memoria di tanti cellulari, smartphone ed altri simili marchingegni impostati con lingue diverse.
Per chi eventualmente non li avesse mai digitati, li avesse dimenticati o persi, o per chi ancora non conoscesse la Cantina del Borgo non è certo un problema:
0521 355272 - abitazione/cantina
3886084279  - cellulare Giuseppe
3346105936  - cellulare Mariuccia
in alternativa si può usare la posta elettronica, all'indirizzo cantinadelborgo@libero.it, oppure collegarsi con la pagina aziendale della Cantina del Borgo (Vicari Giuseppe) nel sito del Consorzio di Tutela dei Vini Colli di Parma, all'indirizzo http://www.viniparma.it/vicari-giuseppe/

Il sito web di Cantina del Borgo è in fase di allestimento

Newsletter dedicate alle aziende associate

L'edizione n. 7/2015 della Newsletter del Consorzio di tutela dei vini dei Colli di Parma avvia finalmente la serie dedicata alla presentazione delle singole cantine ad esso associate. Lo scopo che mi sono posto, accarezzando l'idea di realizzare questa serie, è quanto mai semplice: presentare la realtà delle aziende vitivinicole dei vini Colli di Parma con un approccio possibilmente diverso dal consueto modulo promozionale, troppo spesso e/o troppo banalmente concepito secondo uno standard di comunicazione supportato più da etichette che da profili, più da suggestioni che da contenuti.
Come e quanto diverso? Con tutta franchezza, a mio modo di vedere ogni vino comunica il meglio di sé quando e se la sua natura si integra con il profilo di chi lo propone, perché anche per il vino, protagonista efficace è pur sempre l'elemento umano, non la singola bottiglia. Perciò la storia di un vigneto, di una cantina, di un vino è per me indissolubile dalla storia delle persone, delle famiglie, dell'ambiente, del territorio, nei quali, come in una somma algebrica di valori, il vigneto ha prodotto l'uva con la quale l'uomo ha generato il vino. No, non è una svista lessicale, ho scritto volutamente «generato» perché è proprio in questa parola che si materializza l'universo astratto del vino. Il «vino dell'uomo».
La prossima azienda associata al Consorzio alla quale verrà dedicata una Newsletter confezionata su misura, come in un lavoro di sartoria, sarà l'Azienda agricola Antonio Aldini, di Mattaleto, nel langhiranese. (g.m.)
La Newsletter del Consorzio di Tutela dei Vini "COLLI di PARMA" è inviata regolarmente via e-mail ai sottoscrittori della richiesta di invio nella apposita pagina del sito.
La Newsletter è inoltre inviata, a scopo promozionale, agli indirizzi e-mail di altri destinatari che hanno avuto contatti, anche occasionali, con la Segreteria del Consorzio. Per ricevere con continuità la newsletter si prega di sottoscrivere la richiesta di invio.

Per annullare l'invio o per informazioni contattare la Segreteria del Consorzio.

Segreteria del Consorzio di Tutela dei Vini «Colli di Parma» - info@viniparma.it - tel.(0039)0521 207066