…parola di Sindaco

Federico Pizzarotti ci spiega perché la sua amministrazione è molto attenta ai vini del territorio parmense ed alla loro qualità

 


     L’ufficio del sindaco Pizzarotti è al primo piano del Palazzo Municipale. Dalla grande finestra ad est entra generosa la luce verdino dorata che la mattinata settembrina, luminosa di sole, dispensa alla città ed ai suoi quotidiani protagonisti. L’ambiente ispira franchezza e cordialità, il tema dell’incontro che mi è stato concesso può avviarsi subito senza preamboli.
    “Noi siamo molto attenti al tema dei vini del nostro territorio – esordisce infatti il sindaco di Parma – e ci adoperiamo perché, ad esempio in relazione al turismo, i nostri vini siano proposti senza sudditanze preconcette per altri vini certamente eccellenti, ma che troppo spesso i nostri ristoratori, forse assecondando le mode, antepongono ai nostri, altrettanto eccellenti e che inoltre si sposano a meraviglia con i cibi ed i prodotti della nostra cultura agroalimentare.”
    “Per fare un esempio …” – azzardo
    “Per fare un esempio, al posto del Prosecco, che non è un vino nostro, proponiamo la Malvasia, che invece è proprio e quasi esclusivamente vino nostro, una eccellenza tipica del nostro territorio che non a caso va a braccetto con i nostri salumi e con i tortelli di zucca e gli altri primi che ci hanno regalato i nostri antenati parmigiani …”
“Giá – mi ero imposto di starmene zitto, ma rispettare l’impegno è una diligenza subito tradita – abbiamo una storia e tradizioni importanti che non sappiamo far conoscere come dovremmo …”.  Il sindaco di Parma non ha certo bisogno, constato subito, di suggerimenti e nemmeno di essere interrotto.
    “Quindi, da quando abbiamo iniziato una collaborazione stretta con tutti i consorzi, in questo caso ed in modo particolare quello del vino, in tutte le manifestazioni che da due anni almeno abbiamo attivato siamo molto attenti a proporre ed a comunicare i vini del nostro territorio, perché come amministrazione siamo convinti e concordi sul fatto che, per quanto meno famosi di vini di altre zone del nord Italia, debbano invece essere valorizzati.”

    Breve pausa e mi guardo bene dal dir parola. Per cui: “Perché un conto è che i vini siano famosi, un altro che siano davvero buoni…, e queste due cose non sempre si abbinano…”.

    È troppo, impossibile ora per me rimanere in silenzio. Accenno che da anni sto facendo ricerche storiche sulla vitivinicoltura nel territorio collinare del parmense e che testimonianze concrete e convincenti sulla sua vocazione per la vite ne ho trovate davvero tante. Il sindaco Pizzarotti raccoglie e completa:”Infatti, ma consideriamo come i vini famosi sono presentati. Chiunque sia stato nella zona dello champagne, può testimoniarlo: ovunque c’è una cantina da visitare…, e come te la raccontano, come te la presentano!… Persino il più tirchio dei visitatori e dei turisti se ne torna a casa con qualcosa, perché rimane affascinato più dall’ambiente che dal valore del prodotto…”
    Per il sindaco Pizzarotti la lezione da apprendere è tanto semplice quanto essenziale:”Il tema è questo: cercare di coinvolgere, come fanno tanti agricoltori, ma forse non tutti, il «contesto», ribadire cioè in modo automatico il fatto che il prosciutto, come il formaggio, i nostri salumi, le carni, vanno abbinati coi vini del territorio. È questo il concetto che deve essere fatto crescere, ovviamente con le potenzialità ed il tempo che servono…, non basta quindi il passato se non gli si dà continuità con le strategie ed il marketing del presente”.
    Parole di sindaco, concrete di contenuti. Dunque ciò che resta dell’incontro scorre tra scontati elementi di contorno: i rapporti stretti dell’amministrazione comunale con tutti i consorzi ed ovviamente anche con il Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli di Parma.
    Come concludere? Così: “In questo momento molto positivo per la enogastronomia, con il mondo della comunicazione stracolmo ovunque di trasmissioni di cuochi in qualsiasi salsa, non bisogna trascurare anche l’attenzione per il passato, non tutti sempre lo fanno…” e per materializzare il concetto il sindaco di Parma cita la sacralità dell’anolino in brodo, per lui fondamentale per il rispetto, doveroso, della tradizione.

    L’incontro finisce qui. “Signor sindaco la ringrazio e la saluto…” e poiché non mi sembra abbastanza aggiungo che è stato un incontro per me davvero gradevole, garbato, e che lui, Federico Pizzarotti, mi è proprio simpatico. “Anche se non l’ho votato e non la voterò mai”.

    La pausa di silenzio è infinitamente breve. “Non abito a Parma…” – spiego, frase che potrebbe apparire ambigua, anche se non la è; il sorriso di commiato del sindaco e la sua stretta di mano assolutamente no, men che mai. (g.m.)


Nelle foto qui a sinistra il sindaco di Parma con il presidente del Consorzio di Tutela dei Vini dei Colli di Parma, Maurizio Dodi, e alcuni ospiti della delegazione giapponese di Kagawa, in visita alla città alla fine di agosto. Nella foto a lato con Marika Calzolari (a sinistra) e Alessandra Dodi. Le immagini si riferiscono alla serata in onore degli ospiti giapponesi presso l’Azienda Agricola Palazzo, a Sala Baganza.