La vite ed il vino nel parmense

Ci si chiede spesso perché la viticoltura parmense sia relativamente modesta rispetto a quella delle altre province emiliane e perché vi siano differenze anche vistose nel confronto con le superfici vitate e la quantità di vino prodotto nelle province confinanti di Piacenza e Reggio Emilia. La modestia della vite e del vino acquista un rilievo tanto maggiore in quanto sottolinea il contrasto di questo comparto con l’eccellenza qualitativa e quantitativa di tutto il settore agricolo e agroalimentare della provincia di Parma. Ma come? la Food Valley parmigiana non produce vino?

Si tratta, ovviamente, di una domanda basata su convinzioni errate e false premesse, poichè in realtà la viticoltura parmense, in particolare nelle zone dell’alta pianura ed in quella collinare del territorio provinciale, ha radici storiche profonde ampiamente documentate, con prodotti e protagonisti eccellenti a testimoniarlo, già a partire dal XVI secolo ed in seguito, in particolare in quello XIX e di inizio XX, un periodo conosciuto nella storiografia agraria italiana come “il rinascimento parmigiano”, antesignano della “Food Valley Parmense” e della sua notorietà internazionale. Anche la viticoltura collinare è stata protagonista di questo “rinascimento parmigiano” e solo varie vicende avverse e concomitanti ne hanno successivamente e temporaneamente offuscato il ruolo e l’importanza, poi ribaditi e ristabiliti dall’opera di viticoltori e vinificatori intelligenti e preparati, consapevoli della tradizione storica della vite nel parmense e della vocazione alla viticoltura di eccellenza del territorio sul quale hanno reimpiantato i loro vigneti e riaffermato le loro professionalità enologiche.

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